In molte aziende il responsabile di produzione passa due ore al giorno a rifare il piano dopo eventi imprevisti. Il problema non è lui — è il modello di pianificazione.
Perché il piano salta
La pianificazione "fissa per il giorno dopo" funziona quando: tempi ciclo prevedibili, materia prima sempre disponibile, ordini stabili. Se uno di questi tre cade — un fornitore in ritardo, una macchina che si guasta, un ordine urgente del cliente strategico — il piano va rifatto.
Le PMI italiane vivono in quel mondo: il piano salta tipicamente 2-3 volte a settimana.
Il modello alternativo: priorità ordini + auto-scheduling
Invece del piano fisso, ogni ordine ha una priorità (1-5) e una data di consegna. Il MES sceglie ogni mattina la prossima fase da lanciare su ogni macchina libera, in base a: priorità ordine, vicinanza alla scadenza, compatibilità della macchina con l'articolo, disponibilità materia prima.
Quando salta qualcosa (guasto, ritardo materia prima), il MES ricalcola in pochi secondi. Il responsabile di produzione non rifa il piano — verifica le scelte e cambia priorità solo se non concorda.
Cosa serve per arrivarci
Quattro prerequisiti: 1) ordini in MES con priorità e data; 2) matrice articolo-macchina con compatibilità e tempo ciclo teorico; 3) visibilità materia prima a magazzino (anche solo "presente / non presente"); 4) stato macchine real-time dai PLC (sapere chi è libero e chi no).
Tre di questi quattro escono già dal MES con interconnessione PLC. Il quarto (priorità + data) è l'unico che deve venire dall'ERP o essere inserito manualmente, ed è anche l'unica cosa che il responsabile di produzione deve mantenere aggiornata.